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Riconobbe la carrozza di Anna. "Viene lei da me - pensò Vronskij - e sarebbe meglio.Mi spiace entrare in questa casa. Ma è lo stesso, ormai non posso nascondermi" si disse e, con quel modo di fare, sin dall'infanzia tutto suo, di chi sa di non aver da vergognarsi, uscì dalla slitta e si avvicinò alla porta.La porta si aprì e il portiere con uno scialle da viaggio in mano chiamò la carrozza.Vronskij, pur non abituato a notare i particolari, in quel momento osservò l'espressione di sorpresa con cui il portiere lo guardò.

- Non è vero che è molto carina? - disse la contessa.- Il marito l'ha fatta sedere qui accanto a me e io ne sono stata molto contenta.Abbiamo parlato tutto il viaggio. E ora, su, a te, mi si dice...vous filez le parfait amour.Tant mieux, mon cher, tant mieux. - Io non so a che cosa alludiate, maman - rispose freddo il figlio.

Per rasserenarsi completamente era andata nella camera del bambino e aveva passato tutta la serata col figlio; lo aveva messo lei stessa a letto, gli aveva fatto il segno della croce e gli aveva rimboccato le coperte.Era felice di non essere andata in nessun posto e di aver passato così bene la serata.Si sentiva leggera e tranquilla e vedeva chiaramente che tutto quello che in viaggio le era parso così importante non era che uno degli insignificanti, comuni casi della vita mondana di cui non aveva da vergognarsi, né dinanzi a sé stessa, né dinanzi ad altri.Sedette presso il camino con in mano il romanzo inglese e aspettò il marito.

C'è dentro l'obbedienza per fra Cristoforo, di portarsi a Rimini, dove predicherà la quaresima.La lettera al guardiano porta l'istruzione d'insinuare al detto frate che deponga ogni pensiero d'affari che potesse avere avviati nel paese da cui deve partire, e che non vi mantenga corrispondenze: il frate latore dev'essere il compagno di viaggio.Il guardiano non dice nulla la sera; la mattina, fa chiamar fra Cristoforo, gli fa vedere l'obbedienza, gli dice che vada a prender la sporta, il bastone, il sudario e la cintura, e con quel padre compagno che gli presenta, si metta poi subito in viaggio. Se fu un colpo per il nostro frate, lo lascio pensare a voi.

- Sì, - rispose Lucia con voce fioca. - A casa mia, grazie a Dio, troveremo subito qualcosa.Fatevi coraggio, che ormai c'è poco. Lucia si lasciava poi cader languida sul fondo della lettiga, come assopita; e allora la buona donna la lasciava in riposo. Per don Abbondio questo ritorno non era certo così angoscioso come l'andata di poco prima; ma non fu neppur esso un viaggio di piacere.Al cessar di quella pauraccia, s'era da principio sentito tutto scarico, ma ben presto cominciarono a spuntargli in cuore cent'altri dispiaceri; come, quand'è stato sbarbato un grand'albero, il terreno rimane sgombro per qualche tempo, ma poi si copre tutto d'erbacce.

Raccontò anche lui all'amico le sue vicende, e n'ebbe in contraccambio cento storie, del passaggio dell'esercito, della peste, d'untori, di prodigi.- Son cose brutte, - disse l'amico, accompagnando Renzo in una camera che il contagio aveva resa disabitata; - cose che non si sarebbe mai creduto di vedere; cose da levarvi l'allegria per tutta la vita; ma però, a parlarne tra amici, è un sollievo. Allo spuntar del giorno, eran tutt'e due in cucina; Renzo in arnese da viaggio, con la sua cintura nascosta sotto il farsetto, e il coltellaccio nel taschino de' calzoni: il fagottino, per andar più lesto, lo lasciò in deposito presso all'ospite.- Se la mi va bene, - gli disse, - se la trovo in vita, se... basta... ripasso di qui; corro a Pasturo, a dar la buona nuova a quella povera Agnese, e poi, e poi... Ma se, per disgrazia, per disgrazia che Dio non voglia... allora, non so quel che farò, non so dov'anderò: certo, da queste parti non mi vedete più -. E così parlando, ritto sulla soglia dell'uscio, con la testa per aria, guardava con un misto di tenerezza e d'accoramento, l'aurora del suo paese che non aveva più veduta da tanto tempo.

- Via, che gusto c'è a dormire! - disse Stepan Arkad'ic, che, dopo parecchi bicchieri di vino bevuti a tavola era adesso dell'umore più cordiale e poetico.- Guarda, Kitty - diceva, indicando la luna che si levava di là dai tigli - che incanto! Veslovskij, ecco, ora ci vorrebbe una serenata.Sai, ha una bella voce, io e lui abbiamo cantato insieme in viaggio.Ha portato con sé delle bellissime romanze, due nuove.

Lo studio fu illuminato a poco a poco da una candela che vi portarono.Cominciarono a comparire i noti particolari; le corna di cervo, gli scaffali coi libri, lo specchio, la stufa con la bocca di calore che da tempo doveva essere riaccomodata, il divano del padre, il grande scrittoio, sullo scrittoio un libro aperto, un portacenere rotto, un quaderno con la propria scrittura.Quando egli vide tutto questo, per un attimo fu preso dal dubbio di poter costruire quella nuova vita di cui aveva sognato durante il viaggio.Era come se tutte queste impronte di vita lo afferrassero e gli dicessero: "No, non ti libererai di noi e non sarai un altro; ma sarai così come sei sempre stato, con tutti i tuoi dubbi e con quell'eterno scontento di te, con gli inutili tentativi di ripresa e con le ricadute, con quell'eterna ansia di felicità che non ti è data e che per te è impossibile".

- Di che cosa? - rispose quello: - siam quaggiù per aiutarci l'uno con l'altro, - e ritirò la mano, quasi con ribrezzo, come se gli fosse proposto di rubare, allorché Renzo cercò di farvi sdrucciolare una parte de' quattrinelli che si trovava indosso, e che aveva presi quella sera, con intenzione di regalar generosamente don Abbondio, quando questo l'avesse, suo malgrado, servito.Il baroccio era lì pronto; il conduttore salutò i tre aspettati, li fece salire, diede una voce alla bestia, una frustata, e via. Il nostro autore non descrive quel viaggio notturno, tace il nome del paese dove fra Cristoforo aveva indirizzate le due donne; anzi protesta espressamente di non lo voler dire.Dal progresso della storia si rileva poi la cagione di queste reticenze.



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