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Ma siccome il mio nome è sul suo libraccio, dalla parte del debito... dunque, giacché ha già avuto l'incomodo di scrivere una volta, così... dalla vita alla morte... - Bene bene, - interruppe don Abbondio, e brontolando, tirò a sé una cassetta del tavolino, levò fuori carta, penna e calamaio, e si mise a scrivere, ripetendo a viva voce le parole, di mano in mano che gli uscivan dalla penna.

Oltre l'azienda che esigeva cure particolari in primavera, Levin aveva anche cominciato a scrivere, in quell'inverno, un libro di economia, la cui tesi consisteva nell'assumere in economia il temperamento del lavoratore come un dato assoluto, così come il suolo e il clima, e nel sostenere che tutte le tesi dell'economia dovessero essere di conseguenza dedotte non dai soli dati del suolo e del clima, ma da quelli del suolo, del clima e di un certo immutabile temperamento del lavoratore.

- scrivere che venga a pranzo. A pranzo mi rimane una signora senza cavaliere.

- Sì, attirano a sé tutte le linfe e dànno un falso splendore - mormorò, fermandosi nello scrivere, e, sentendo ch'ella lo guardava e sorrideva, si voltò.

Belle cose da fare scrivere a un povero disgraziato, tribolato, ramingo, a un giovine che, dispetti almeno, non ve n'aveva mai fatti! - Ma Renzo! Renzo! giacché sapevate... perché venire? perché? - Perché venire! Oh Lucia! perché venire, mi dite? Dopo tante promesse! Non siam più noi? Non vi ricordate più? Che cosa ci mancava? - Oh Signore! - esclamò dolorosamente Lucia, giungendo le mani, e alzando gli occhi al cielo: - perché non m'avete fatta la grazia di tirarmi a Voi...! Oh Renzo! cos'avete mai fatto? Ecco; cominciavo a sperare che... col tempo... mi sarei dimenticata... - Bella speranza! belle cose da dirmele proprio sul viso! - Ah, cos'avete fatto! E in questo luogo! tra queste miserie! tra questi spettacoli! qui dove non si fa altro che morire, avete potuto...! - Quelli che moiono, bisogna pregare Iddio per loro, e sperare che anderanno in un buon luogo; ma non è giusto, né anche per questo, che quelli che vivono abbiano a viver disperati... - Ma, Renzo! Renzo! voi non pensate a quel che dite.

E perciò, non volendo risolvere con formole semplici questioni complicate, né allungar troppo un episodio, tralasceremo anche d'esporle; bastandoci d'avere accennato così alla sfuggita che, d'un uomo così ammirabile in complesso, noi non pretendiamo che ogni cosa lo fosse ugualmente; perché non paia che abbiam voluto scrivere un'orazion funebre.

Per eccezione però, dava luogo nella sua libreria a que' celebri ventidue libri De subtilitate, e a qualche altr'opera antiperipatetica del Cardano, in grazia del suo valore in astrologia; dicendo che chi aveva potuto scrivere il trattato De restitutione temporum et motuum coelestium, e il libro Duodecim geniturarum, meritava d'essere ascoltato, anche quando spropositava; e che il gran difetto di quell'uomo era stato d'aver troppo ingegno; e che nessuno si può immaginare dove sarebbe arrivato, anche in filosofia, se fosse stato sempre nella strada retta.

Ma io non posso scrivere ancora. Io non posso fare nulla, non posso cominciar nulla, mutar nulla; mi trattengo, aspetto, mi invento dei passatempi, con la famiglia dell'inglese, con lo scrivere, e il leggere, ma tutto questo è soltanto un inganno, tutto questo è lo stesso della morfina.

- No, domanda a chi vuoi - rispose deciso Konstantin Levin - uno che sappia leggere e scrivere, come lavoratore, è peggiore degli altri.

Intanto don Abbondio, finito di scrivere, rilesse attentamente, senza alzar gli occhi dalla carta; la piegò in quattro, dicendo: - ora, sarete contento? - e, levatosi con una mano gli occhiali dal naso, la porse con l'altra a Tonio, alzando il viso.

Ben presto, dopo la sua separazione dalla moglie, cominciò a scrivere i suoi primi appunti sul nuovo tribunale, primi dell'innumere serie di appunti inutili su tutti i rami dell'amministrazione che era destinato a scrivere.

" Ecco poi tornata finalmente l'abbondanza, - proseguiva Renzo nella sua fantasia: - rinasce la furia de' lavori: i padroni fanno a gara per aver degli operai milanesi, che son quelli che sanno bene il mestiere; gli operai milanesi alzan la cresta; chi vuol gente abile, bisogna che la paghi; si guadagna da vivere per più d'uno, e da metter qualcosa da parte; e si fa scrivere alle donne che vengano... E poi, perché aspettar tanto? Non è vero che, con quel poco che abbiamo in serbo, si sarebbe campati là, anche quest'inverno? Così camperemo qui.

Già me l'avete fatta scrivere questa parolaccia; e so io quel che m'ha fatto patire; e ora avete anche il cuore di dirmela.

Una, che avrebbe dovuto anche lui confidarsi a un segretario, perché il poverino non sapeva scrivere, e neppur leggere, nel senso esteso della parola; e se, interrogato di ciò, come forse vi ricorderete, dal dottor Azzecca-garbugli, aveva risposto di sì, non fu un vanto, una sparata, come si dice; ma era la verità che lo stampato lo sapeva leggere, mettendoci il suo tempo: lo scritto è un altro par di maniche.

Seppe anche (e non era per Renzo cognizione di poca importanza) come fosse proprio il casato di don Ferrante: ché Agnese gliel aveva bensì fatto scrivere dal suo segretario; ma sa il cielo com'era stato scritto; e l'interprete bergamasco, nel leggergli la lettera, n'aveva fatta una parola tale, che, se Renzo fosse andato con essa a cercar ricapito di quella casa in Milano, probabilmente non avrebbe trovato persona che indovinasse di chi voleva parlare.



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